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In ricordo di Zia Franca. Rossana Amico racconta la nascita di Nonni Felici 4.0

2022-02-21 09:36

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In ricordo di Zia Franca. Rossana Amico racconta la nascita di Nonni Felici 4.0

Terapia occupazionale, gite al mare, attività psicomotoria, calore, senso famigliare, amore. Nonni Felici 4.0 è questo e molto di più: Rossana Amico,

Terapia occupazionale, gite al mare, attività psicomotoria, calore, senso famigliare, amore. Nonni Felici 4.0 è questo e molto di più: Rossana Amico, responsabile della casa di riposo, racconta come sia nata e come si vive al suo interno.

«Nonni Felici 4.0 nasce da un’esigenza personale» inizia Rossana. «Avevo una zia, che tutti chiamavamo Zia Franca, vedova e senza figli a cui ero molto legata, e bisognosa di assistenza» continua, spiegando come la frustrazione di non riuscire a trovare una casa di riposo adatta alla sua cara zia le abbia procurato un senso di malessere. Qualunque struttura andasse a visitare non rientrava nella sua idea di accoglienza e permanenza; i motivi spaziavano dalla cura che gli operatori riservavano all’igiene personale degli ospiti, all’ambiente poco luminoso e di scarsa stimolazione.

 

In Rossana iniziò ad affacciarsi l’idea di aprire una propria casa di riposo, attenta a quei piccoli dettagli che lei stessa desiderava trovarne nelle altre che aveva visto.

«Volevo una Casa di Riposo che rispecchiasse davvero il concetto di casa e non quello di struttura per anziani che aspettano la morte» dichiara Rossana. «I nostri anziani hanno bisogno di tenere la mente occupata per non pensare, non capitolare nel passato e lasciarsi trascinare dalla malinconia».

A detta della responsabile, gli anziani hanno bisogno di distrazioni, di un’alternativa armoniosa a quella lugubre che accompagna il luogo comune della casa di riposo.

 

Difatti, Nonni Felici 4.0 dispone di ambienti luminosi e spazi comunitari: due camere da quattro posti, tre camere maschili da quattro, tre camere femminili da quattro.

Con una curva sul viso Rossana asserisce: «I nostri nonnini frequentano le loro camere solo durante il riposo pomeridiano e la notte, perché durante tutta la giornata sono impegnati in tante attività».

 

Ogni giorno, nella casa di riposo in viale della Regione, è una sorpresa da scoprire e da vivere. I nonnini si abbandonano a morfeo consapevoli che l’indomani li aspetta qualcosa di emozionante e di diverso.

Laboratori di orientamento alla realtà, conversazioni guidate, laboratori di arte, di lettura e di cucina; attività psicomotorie, visite guidate, fasce orarie in cui è possibile ricevere i parenti. Da Nonni Felici 4.0 non ci si annoia mai e, inoltre, ci sono attenzioni rivolte anche ai cari degli ospiti, perché si organizzano incontri di supporto psicologico per alleviare il senso di colpa che nasce in chi decide di affidare il proprio anziano a una residenza di riposo.

 

«Da noi non ci sono rigidità. Addirittura chi non vuole riposarsi il pomeriggio, può tranquillamente guardare la televisione». E con una punta di orgoglio negli occhi ricorda: «Durante la pandemia abbiamo chiesto a una parrucchieria di poterla avere solo per noi, e, tutto in sicurezza, abbiamo portato, grazie al nostro servizio trasporti, le nonnine lì per far sì che non sortissero una delle tante conseguenze portate dal COVID - 19».

 

E a proposito dei trasporti, Rossana sottolinea come il servizio di Caregiver di Nonni Felici 4.0 sia estremamente preparato, non solo nella necessità degli ospiti ma anche in funzione del Centro Diurno che la stessa casa di riposo propone, dove i frequentatori trascorrono l’intera giornata per poi salutarlo alla sera.

E alla domanda di quale sia il punto di forza di Nonni Felici, Rossana risponde così: «La trasparenza. Abbiamo un gruppo WhatsApp dove i parenti degli ospiti vengono aggiornati su tutto.»

Da Nonni Felici si respira aria di casa vera e non è un caso che il nome sia questo, perché è stato ispirato dal personaggio che Gino Bramieri interpretava, ovvero Nonno Felice, e dal buon umore che lo accompagnava puntata dopo puntata.

Rossana parla anche del rapporto tra operatori e ospiti, che sottolinea un legame differente dal solito. Difatti, per gli operatori prendersi cura dei nonnini non è un lavoro, ma vero e proprio amore: anche quando i nonnini hanno un malanno e l’operatore non è in turno, questi chiama per sapere le condizioni di salute dell’ospite.

 

«Una casa di riposo insegna tanto» dice Rossana. «È uno spunto di riflessione per noi stessi, perché in ogni anziano c’è un ognuno di noi in un futuro che, ripensandoci, non è tanto lontano. Lungo il cammino della vita devi costruire cose positive, perché tutto ritorna alla fine».

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